Resistenza: Giannantoni F.: "Gianna" e "Neri": vita e morte di due partigiani comunisti
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Giannantoni F.: "Gianna" e "Neri": vita e morte di due partigiani comunisti

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La vera storia di Luigi Canali - "il capitano Neri" - comunista idealista, da sempre guardato con occhio sospettoso dalla nomenclatura del partito, e di Giuseppina Tuissi, - la staffetta "Gianna" - entrambi uccisi nel 1945.

Qta:

«Gianna» e «Neri»: vita e morte di due partigiani comunisti
Storia di un «tradimento» tra la fucilazione di Mussolini e l'oro di Dongo
Prefazione di Luigi Zanzi
Franco Giannantoni

Collana: Testimonianze fra cronaca e storia- 1939-1945: Seconda guerra mondiale

Sullo sfondo del tracollo della Repubblica Sociale Italiana, la vicenda di Luigi Canali, "il capitano Neri", comunista idealista, s'intreccia con quella più generale del Pci diviso fra il sanguinoso settarismo della lotta clandestina e gli equilibri richiesti dalle prospettive della nascente democrazia.

Fondatore della 52ª Brigata partigiana «Luigi Clerici», spesso in contrasto con le decisioni del vertice politico, "il capitano Neri" è un comunista da sempre sospetto alle gerarchie del Pci milanese e al Comando regionale delle Divisioni Garibaldi. Arrestato dalla Brigata Nera sul lago di Como nel gennaio 1945 con Giuseppina Tuissi, la staffetta "Gianna", riesce a fuggire dal carcere fascista ma, accusato di tradimento, viene condannato a morte con la compagna di lotta da un tribunale partigiano.

Rientrato a Dongo nei giorni della Liberazione, reintegrato nella "sua" brigata, è fra i protagonisti della cattura di Mussolini, sventa il tentativo di consegnare il duce agli Alleati, organizza la sua custodia a Bonzanigo, cura l'inventario del "tesoro" sequestrato ai gerarchi in fuga, è testimone infine della storica decisione di Pietro Terzi "Francesco", commissario di guerra del Pci, rivelata a quasi mezzo secolo di distanza dallo stesso, di fucilare i prigionieri sul posto anziché trasferirli come avrebbe voluto il Clnai a Milano: Mussolini e la Petacci cadranno a Giulino di Mezzegra per mano di Michele Moretti "Pietro Gatti" e non del "colonnello Valerio", i ministri di Salò al muretto di Dongo sotto il piombo dei partigiani dell'Oltrepò.

Il 7 maggio 1945 "il capitano Neri" scomparirà misteriosamente a Como: ucciso perché conosceva troppi fatti scomodi o perché cervello dissenziente di una nomenclatura ancora chiusa dal settarismo ideologico? "Gianna" ne seguirà  la sorte un mese dopo quando forse era giunta a dare un volto ai mandanti e agli esecutori del delitto.

L'autore
Franco Giannantoni (Varese, 1938), giornalista e scrittore, è autore di numerose opere di ricerca storica sul fascismo e sulla Resistenza. Fra le altre, Guerriglia nell'Ossola, Fascismo, guerra e società nella Repubblica Sociale Italiana, La Resistenza più lunga - Lotta partigiana e difesa degli impianti idroelettrici in Valtellina: 1943-1945.

DISPONIBILE ANCHE IN FORMATO KINDLE

 




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