Per non dimenticare: Melodia G.: Di là da quel cancello
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Melodia G.: Di là da quel cancello

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Il racconto, giorno per giorno, delle drammatiche vicende dei deportati italiani nel campo di sterminio di Dachau. Un'esperienza corale, una resistenza collettiva.

Di là da quel cancello
I vivi e i morti nel lager di Dachau
Giovanni Melodia

Pagine: 340 con inserto fotografico
Codice:
14462
EAN
9788842555469
Collana: Testimonianze fra cronaca e storia - Libri per non dimenticare

Una cancellata in ferro battuto che nel centro forma una scritta: «Arbeit macht frei». Il cancello si apre. Gli uomini con i teschi e le tibie ci contano. È la quarta volta da quando siamo scesi dal treno.

Nell’ottobre del 1943 Giovanni Melodia, oppositore antifascista incarcerato dal regime, viene deportato a Dachau. È un K.Z., campo di concentramento dove vengono internati detenuti politici, comuni, ex militari prigionieri di guerra, il cui destino è essere schiavi di Hitler, pedine sacrificabili dell’immensa macchina nazista. L’autore racconta, con una lucidità drammatica, la sua esperienza nel lager, la distruzione della personalità, l’organizzazione sottile, capillare della trasformazione dell’uomo in cosa, la tragedia dell’essere umano che, spogliato della sua dignità, in perenne bilico tra vita e morte, perde la sua umanità e si trasforma da vittima in carnefice.

A Dachau, una babele di nazionalità, gli italiani erano ultimi tra gli ultimi, schiacciati tra la macchina nazista e la violenza dei compagni di prigionia appartenenti a nazioni in guerra con l’Italia fascista. Il loro mondo oscuro è raccontato giorno per giorno con una scrittura asciutta, precisa, essenziale. È un racconto corale in cui emergono le voci disperate dei deportati, le urla dei Kapo, il sibilo della frusta, l’odore della fame, del freddo e della morte. Ma anche lampi di luce: il giovane Ivan, il violino di Schinoch, la storia di don Michele, le attività segrete di resistenza e sabotaggio. E la testimonianza di chi è sopravvissuto e porta il peso di essersi salvato diventa così non solo un atto di accusa nei confronti dei carnefici, ma anche un grido di speranza: nell’orrore più profondo la pietà non è morta.

L'autore
Giovanni Melodia (Messina 1915-Roma 2003), figlio di un pastore evangelico, pacifista, socialista rivoluzionario, obiettore di coscienza, fu arrestato nel 1939 e condannato a 30 anni di carcere per attività antifascista dal Tribunale speciale. Da Regina Coeli passò a Sulmona e quindi, dopo l’armistizio, deportato a Dachau. Dopo la liberazione – 29 aprile 1945 – restò volontariamente per oltre due mesi nel lager per organizzare il rientro degli italiani. Nel dopoguerra è stato nominato ispettore per il rimpatrio dei reduci e segretario nazionale dell’Aned. Con Mursia ha pubblicato anche Non dimenticare Dachau (1993).


Il titolo è in vendita in libreria e nei bookstore online.

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