I Classici GUM: Dostoevskij F.: Il sosia
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Dostoevskij F.: Il sosia

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Descrizione veloce

In questo racconto del grande scrittore russo viene trattato l’eterno tema del doppio che prende le mosse dalla grigia figura di un impiegato statale oppresso dalla solitudine che cerca di sfuggire alla sua mediocrità.

Qta:

Il sosia
Fedor Dostoevskij

«Colui che stava seduto dirimpetto al signor Goljadkin, era… un altro signor Goljadkin, del tutto diverso, ma, nello stesso tempo somigliante al primo.»

Pagine: 156
Codice: 21646
Prezzo: 13,00
EAN: 9788842542667
Collana: I classici GUM

 


 

Jàkov Petròvic Goljadkin è un impiegato statale di Pietroburgo da sempre oppresso dalla solitudine e dal senso della sua mediocrità fino a che si fa strada nella sua mente il folle desiderio di sdoppiarsi creando una nuova immagine di se stesso. Il suo sosia, che si rivelerà essere soltanto frutto della sua immaginazione, rappresenta quello che Goljadkin non è mai stato, un uomo disinvolto, cinico e arrogante nelle relazioni sociali, sul lavoro e con le donne, ma farà emergere in realtà i suoi i lati peggiori e i sentimenti più bassi. In poco tempo prenderà il controllo della vita del povero Goljadkin trascinandolo verso la tragedia in un crescendo di follia e ossessione.

 


L'autore

Fëdor Michailovic Dostoevskij nasce a Mosca nel 1821 da una famiglia nobile decaduta. Frequenta la scuola militare a Pietroburgo e si iscrive poi alla facoltà di Ingegneria. Parallelamente agli studi inizia a leggere e a tradurre i classici francesi e dopo la morte del padre si dedica completamente alla letteratura. Nel 1846 pubblica prima il racconto Povera gente e poi il romanzo Il sosia, che riscuotono grande successo. Nel 1849 viene arrestato con l’accusa di cospirazione e condannato a morte. All’ultimo momento l’esecuzione viene commutata in quattro anni di lavori forzati in Siberia. Al ritorno compone i suoi capolavori: Umiliati e offesi (1861), Delitto e castigo (1866) e L’idiota (1869). Costretto a lasciare la Russia per sfuggire ai creditori si rifugia all’estero, dove vive di stenti, passando dalla Germania alla Svizzera, alla Francia, all’Italia. Di ritorno in Russia, pubblica I demoni (1871) e infine I fratelli Karamazov (1880). Muore a Pietroburgo nel 1881.


Rassegna stampa




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