Prima Guerra Mondiale : Puccini Mario: Davanti a Trieste
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Puccini 97888425577605

Puccini Mario: Davanti a Trieste

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Nel settembre del 1916 sul Carso, nel settore tra Oppachiasella e Nova Vas, il sottotenente Mario Puccini registra con l’occhio dell’uomo di lettere la terribile esperienza del suo plotone: ne scaturisce un racconto per quadri nel quale si alternano voci e personaggi a descrivere la vita del soldato semplice.
EAN: 9788842557760

Qta:

Davanti a Trieste
Esperienze di un fante sul Carso

Mario Puccini

Pagine: 206
Codice: 14535
EAN 9788842557760
Collana: Testimonianze fra cronaca e storia-1914-1918: Prima guerra mondiale
Con inserto fotografico


«Ora, non c’è, in cielo e in terra, la lotta violenta di qualche ora fa. Né granate scoppiano, né mitragliatrici ronzano. È pace. E bisogna cantare. Se le braccia non hanno più forza, se il corpo è stracco e perso, se tutto il mondo è caduto, sorride, ora, la vita.»

Nel settembre del 1916 sul Carso, nel settore tra Oppachiasella e Nova Vas, il sottotenente Mario Puccini registra con l’occhio dell’uomo di lettere la terribile esperienza del suo plotone: ne scaturisce un racconto per quadri nel quale si alternano voci e personaggi a descrivere la vita del soldato semplice. Un diario che, all’insegna della sincerità, scava nella memoria per arrivare a una sorta di personale resa dei conti con l’esperienza di guerra e che si chiude su una nota di rimpianto per la mancata partecipazione emotiva – ma la complicità è evidente – imposta dal rapporto gerarchico, alla vita dei propri uomini. Un commiato malinconico che chiude un’opera notevolissima, scritta da una penna in grado di variare il registro dello stile e dei contenuti dal basso della noiosa quotidianità in prima linea alla concitazione dell’assalto e alla riflessività del riposo nelle retrovie.


L'autore
Mario Puccini (Senigallia 1887-Roma 1957) partecipò alla Grande Guerra a partire dal 1916. Da questa esperienza trasse ispirazione per le scritture diaristiche, confluite nelle raccolte organiche Dal Carso al Piave (1918), Come ho visto il Friuli (1919) e Davanti a Trieste (1919), nonché nel romanzo Cola (1927, poi 1935 con il titolo Il soldato Cola). La sua penna non si limitò alla memorialistica di guerra: fu autore torrenziale in grado di affiancare alla produzione su giornali e riviste specializzate una grande ispirazione narrativa (scrisse oltre quaranta tra romanzi e raccolte di racconti).

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