Politica : Staiti di Cuddia T.: Confessioni di un fazioso
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Staiti di Cuddia T.: Confessioni di un fazioso

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Le "confessioni" di Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse: missino di corrente romualdiana, viveur, politico che non si tira indietro, scrittore caustico.
EAN: 9788842535348

Qta:

Confessione di un fazioso
Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse
prefazione di Massimo Fini

Pagine: 264
Codice: 13424
EAN 9788842535348
Collana: Testimonianze fra cronaca e storia - Duemila e dintorni


«Oggi la politica utilizza mezzi di propaganda mostruosi; oggi la politica ha un'anima mostruosa. Forse l'ha sempre avuta; erano soltanto i nosteri cuori e i nostri occhi a essere diversi.»

Militante del MSI a sedici anni, consigliere comunale a Milano, parlamentare, membro della segreteria del partito, Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse, classe 1932, appartiene alla generazione che ha vissuto in prima linea la politica italiana dagli anni Cinquanta agli anni Novanta. Il suo diario fazioso è il viaggio di un’intelligenza acuta e brillante attraverso il fascismo e il dopoguerra, il Sessantotto e gli Anni di Piombo, la «Milano da bere» e Tangentopoli, la crisi della Prima Repubblica e la nascita della Seconda. «Fascista» per convinzione e non per convenienza, nella sua confessione racconta, senza fare sconti, l’evoluzione della destra italiana: da Almirante a Fini, passando per Michelini, Rauti, La Russa, Alessandra Mussolini, Alemanno. Pochi scampano alla penna tagliente di Staiti, che li ha visti tutti da vicino e ne conosce ambizioni e trame politiche, miserie e virtù. C’è, in queste pagine, tutta la rabbia di un fazioso che confessa di aver creduto nella politica degli ideali e che l’ha vista trasformarsi «nella politica fatta dai giullari dello strapotere economico». È la confessione di un «fascista» che piacerà anche a sinistra.


L'autore

Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse, nato a Vercelli nel 1932, si è laureato in Scienze geologiche a Pavia. Giornalista pubblicista, si è iscritto al MSI nel 1949 e vi ha militato ininterrottamente sino al 1991, ricoprendo la carica di segretario provinciale di Pavia (1960-66) e di Milano (1978-81). Ha fatto parte della segreteria nazionale con Almirante prima e con Rauti poi, per cui è stato responsabile del settore Esteri. Consigliere comunale di Milano nel 1970, è stato eletto deputato in Parlamento nel 1979 e riconfermato nelle due successive legislature. Nel 1991 è uscito dal partito in polemica con Fini e nel 1995 ha partecipato alla fondazione del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore, dal quale è stato espulso nel 1997 per decisione di Rauti. Ha diretto la rivista «Contropinione» e attualmente è direttore del periodico «Intervento». Nel 1988 ha pubblicato il suo primo libro, Bande e banche.


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